SAR Italy

Appeal for Afghanistan

SAR Italia e Global Campus of Human Rights aderiscono all’appello urgente di Scholars at Risk ai governi e alle istituzioni europee, per invitarli ad agire immediatamente per garantire la vita e il lavoro degli studiosi, degli studenti e degli attori della società civile dell’Afghanistan.

Tra i firmatari dell’appello, tra gli altri, anche il programma PAUSE in Francia, l’iniziativa Philipp
Schwartz della Fondazione Alexander von Humboldt, il Council for At-Risk Academics e lo ScholarRescue Fund dell’Institute for International Education (IIE), che offre contratti di lavoro temporanei
presso istituti di istruzione superiore in tutto il mondo per coloro che non sono in grado di lavorare in
sicurezza nei loro paesi di origine.

Che cosa chiede l’appello ai governi europei e alle istituzioni europee?

Continuare i voli di evacuazione il più a lungo possibile in modo da includere studiosi, studenti ed
attori della società civile che hanno sostenuto la visione lungimirante e pluralista dell’Afghanistan che
l’UE, i governi europei, i partner NATO e altre organizzazioni internazionali e della società civile hanno
abbracciato. Non terminare i voli finché non saranno usciti in sicurezza tutti coloro che desiderano
lasciare il paese.
Aumentare le quote di reinsediamento per aiutare coloro che hanno bisogno di protezione
internazionale, inclusi ricercatori, studiosi ed esponenti della società civile. Garantire la protezione
internazionale agli attuali richiedenti protezione afgani
attraverso una procedura accelerata, e dare priorità
e accelerare le domande di ricongiungimento familiare.
Creare percorsi legali complementari accelerati per i candidati che dimostrano di avere un’istituzione
ospitante, un lavoro o uno sponsor, anche per le famiglie, che faciliterebbe il loro arrivo e il loro primo
adattamento. Molti istituti d’istruzione superiore europei sono pronti ad ospitare borsisti in posizioni
temporanee; a cogliere questa opportunità accelerando la registrazione degli individui che sono pronti ad
accogliere, e a fornire supporto logistico.
Derogare a qualsiasi requisito di intenzione di ritornare e risiedere in patria che fosse incluso nelle
domande di visto
per studiosi e ricercatori afgani per il prossimo futuro. In caso non fosse possibile una
deroga completa, emanare delle linee-guida autorevoli per i funzionari consolari e di frontiera che
permetta di accertare e soddisfare la condizione che l’intenzione di rimpatrio si perfezioni solo in assenza
dei talebani, o di raccogliere dimostrazione credibile, durevole e non confutabile che l’individuo sarebbe
in grado di tornare e vivere in sicurezza sotto i talebani.
Istituire un apposito programma di borse di studio dell’UE per ricercatori e studiosi a rischio,
compresi studiosi, studenti e attori della società civile provenienti dall’Afghanistan, in particolare donne e
minoranze etniche o religiose, per intraprendere programmi di studio/fellowship, programmi di
insegnamento, posizioni di ricerca o posizioni accademiche temporanee presso istituti di istruzione
superiore europei.
Stabilire borse di studio nazionali dedicate a ricercatori e studiosi a rischio, compresi studiosi, studenti
e attori della società civile dell’Afghanistan, simili ai programmi esistenti gestiti dal programma PAUSE
in Francia e dall’Iniziativa Philipp Schwartz della Fondazione Alexander von Humboldt in Germania.
Il tempo a disposizione per compiere questi passi, salvare vite e riscattare una parte dell’investimento
europeo nel futuro dell’Afghanistan si sta rapidamente riducendo. Il vostro intervento urgente è necessario
per mobilitare le istituzioni e le agenzie competenti.

Per leggere l’appello e l’elenco completo delle organizzazioni firmatarie:
https://www.scholarsatrisk.org/2021/08/urgent-appeal-to-european-governments-and-eu-institutions-takeaction-for-afghanistans-scholars-researchers-and-civil-society-actors/

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